Cicoria

Fruttooligosaccaridi di cicoria FOS.

 La cicoria era coltivata fin dagli antichi egizi come pianta medicinale, tanto da essere citata nel papiro di Ebers. Negli anni ’70 fu scoperto che la radice di cicoria poteva contenere fino al 40% di inulina, che ha un impatto trascurabile sullo zucchero nel sangue e quindi che è adatta per i diabetici. Da questo punto in avanti l’interesse sulla cicoria è andato sempre più aumentando.  La cicoria è una pianta importante dal punto di vista medico in tutta l’Eurasia e in alcune parti dell’Africa ed a causa della sua vasta distribuzione ed introduzione, è utilizzata nelle medicine tradizionali, etniche e di folclore di quasi tutto il mondo offrendo sostanze fitochimiche distribuite in tutta la pianta anche se i contenuti principali sono presenti nella radice. Secondo la monografia europea di valutazione, l’uso tradizionale di radici della cicoria include il sollievo dei sintomi legati al lieve disturbi digestivi (come sensazione di pienezza addominale, flatulenza e digestione lenta) e temporanea perdita di appetito.
Diverse sono le attività farmacologiche che hanno interessato gli studi diretti su questa pianta ed in particolare le proprietà antibatteriche, antielmintiche dei suoi tannini e dei lattoni sesquiterpenici, ed epatoprotettrici. Di particolare interesse sono i FOS, frutto-oligosaccaridi,  resistenti alla digestione nello stomaco e nell’intestino tenue per la particolare configurazione chimica che li rende inattaccabili dagli enzimi digestivi dell’uomo, si comportano quindi composti indigeribili e vengono scissi in catene più corte a formare butirrato, acetato, propionato, oltre che idrogeno, idrogeno solfuro, metano, lattato, piruvato succinato, da un limitato numero di batteri presenti nel colon.  Si attua così una possibile selezione nell’ecosistema intestinale in favore di bifidobatteri e quindi potremmo definirli bifidogeni o prebiotici.
I FOS possono avere azione anticarcinogena, antimicrobica, ipolipidemizzante  diminuita sintesi epatica dei trigliceridi ed inibizione (HMG-CoA reduttasi) infatti HMG-CoA è l’enzima chiave nella sintesi del colesterolo esercitata dal propionato che è uno dei prodotti della frammentazione dei FOS ed ipoglicemiche poiché lo stesso propionato per il meccanismo precedente ed a cascata  aumenta la glicolisi attraverso la deplezione di citrato che è un inibitore allosterico della fosfofruttochinasi a livello epatico. Ne consegue che andremo anche a migliorare  l’assorbimento e l’equilibrio minerale esercitando pertanto effetti antiosteoporotici ed anti-osteopenici. L’effetto anticancerogeno potrebbe essere spiegato dall’attività del butirrato, che non dimentichiamolo è una importantissima sostanza energetica per le cellule del colon. Infatti questo acido grasso a catena corta che viene prodotto dalla frammentazione dei FOS nel colon, regola anche il processo di apoptosi cellulare.
Aumenteranno le concentrazioni di calcio e magnesio a livello del colon, contribuendo in tal modo a controllare la crescita cellulare. Questo è spiegabile poiché alte concentrazioni di calcio nel colon possono portare alla formazione di sali insolubili di acidi grassi, con una conseguente diminuzione degli effetti dannosi di questi acidi sulle cellule intestinali. Inoltre la selezione dell’ecosistema intestinale a favore dei bifidobatteri produce una inibizione della crescita di batteri patogeni che causano sovente la diarrea (Clostridium perfrigens e Escherichia coli).

 

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