Propolis

Propoli

La parola pro-polis, di fronte alla polis, esprime in modo inequivocabile quanto fosse già considerata la sua superiore caratteristica di avamposto di difesa fin dai tempi dell’antica Grecia. La propoli è una sostanza che le api producono prevalentemente fra agosto e ottobre, a protezione dell’alveare, facendo sì che gli alveari siano tra gli ambienti più sterili in natura!  La materia prima della propoli non è altro che la resina prodotta dagli alberi, che viene raccolta e trasformata dalle api con le loro secrezioni salivari, per renderla ulteriormente efficace nella disinfezione. Tale resina, la materia prima della propoli, è una sostanza prodotta dalle piante per proteggersi da malattie e parassiti: quando un albero viene attaccato o danneggiato, produce questa resina con la quale va a curare ed a sigillare la parte in oggetto, per evitare di contrarre infezioni e di venire attaccato da funghi. Allo stesso modo quando dei parassiti attaccano l’albero, la pianta li contrattacca con la produzione di resina che va ad uccidere gli insetti e le loro larve.
Le api raccolgono le resine da alcuni specifici tipi di alberi in base all’area geobotanica in cui si trova l’alveare. In Italia le piante più comuni sono: conifere (abeti, pini), pioppi, faggi, frassini, ippocastani, ontani, betulle, salici e querce. La resina raccolta dalle api viene trasformata in propoli grazie alle loro secrezioni digestive, all’aggiunta di cera e di polline. Una volta pronta viene utilizzata per sigillare l’alveare, per ricoprire l’accesso all’alveare così come i punti di più passaggio, in modo da disinfettare le api che entrano ed escono e neutralizzare gli agenti infettivi e nocivi. Viene anche utilizzata come rivestimento protettivo sulle uova e sulle larve, nelle celle e per disinfettare cadaveri di animali, penetrati nell’alveare. Quanto enunciato fino ad ora evidenzia quanto formidabile sia la natura, sempre in continua evoluzione, non solo con la propoli che però ne fornisce un esempio impareggiabile.  La propoli è composta da resine e balsami 50-55 %, cera 25-30 %, olio essenziale 10 %, sostanze organiche e minerali 5 %. I principi attivi più studiati sono i flavonoidi (galangina, apigenina, quercetina, crisina, pinocembrina); acidi aromatici (caffeico, ferulico, benzoico, cinnamico); sali minerali, oligoelementi, (alluminio, bario, cromo, cobalto, manganese, rame, zinco, ferro, nichel, silicio).
Manifesta proprietà antibatterica verso numerosi ceppi microbici: l’olio essenziale ha mostrato attività antibatterica, anche a dosi molto basse, nei confronti dei batteri gram positivi e gram negativi. Tra i flavonoidi hanno mostrato un’elevata attività antimicrobica (soprattutto verso i gram positivi), la galangina e pinocembrina. Il meccanismo d’azione della propoli sulle cellule batteriche è complesso, il citoplasma, la membrana plasmatica e la parete cellulare vengono disorganizzate, da una lisi e da una inibizione proteica, dovuta all’azione sulla rna-polimerasi dna-dipendente dei batteri viene inoltre impedita la separazione delle cellule figlie. Studi sperimentali, su topi, hanno dimostrato che la propoli stimola l’attività fagocitaria dei macrofagi, lo stimolo fagocitario è risultato doppio nei topi trattati rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, la propoli ha mostrato di inibire la crescita di diverse specie di funghi e lieviti, quali la candida albicans, microsporum canis, trichophyton. Sembra che l’attività antifungina sia simile a quella dell’amfotericina b, la quale forma complessi con gli steroli (ergosterolo) delle membrane fungine.
Diversi studi hanno evidenziato l’attività antivirale della propoli nei confronti dei virus influenzali a e b, parainfluenzali, herpes simplex, adenovirus, virus respiratorio sincinziale. Le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti sono attribuite ai flavonoidi. Può risultare utile anche sull’ulcera gastrica e gastrite (probabilmente per azione contro helicobacter) e su altre patologie del tubo gastrointestinale (coliti, diarree, diverticolosi). La propoli ha inoltre proprietà cicatrizzanti, riepitelizzanti che unite alle altre, sopra descritte ne fanno un ottimo rimedio per numerosi disturbi esterni e delle mucose orali (oltre ai tipici spray gola, anche toccature su afte, gengiviti). Trova impiego in terapia nelle bronchiti acute e croniche, influenza, infezioni genito-urinarie, angine, faringiti, rinofaringiti, laringiti, infiammazioni gengivali.

 

NOTE
La Propoli può provocare fenomeni allergici in soggetti particolarmente sensibili (ad es. chi ha già allergie nei confronti di cosmetici e in particolare agli allergeni contenuti negli oli essenziali che possono essere contenuti anche nella propoli). Siccome è impossibile determinare a priori la composizione della propoli che varia a seconda di quanto viene raccolto dalle api, per questi soggetti può essere buona norma per verificare se vi possa insorgere sensibilità allergica alla propoli, metterne una goccia nella parte interna del gomito o dietro l’orecchio, dove la pelle è più sensibile, se dopo qualche ora la pelle si arrossa è molto probabile che si possa sviluppare una reazione allergica.

 

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