Scutellaria baicalensis
La scutellaria è una delle erbe più utilizzate non solo nella medicina Kampo Giapponese ma è ampiamente utilizzato nella medicina orientale in generale sia tradizionale che moderna. A quanto ci dice la Farmacopea della Repubblica Popolare Cinese, essa rimuove il caldo umido, spegne il fuoco, combatte la tossicità, arresta il sanguinamento trovando implicazione in nausea e vomito, patologie da caldo umido e febbrili tipiche anche della calura estiva e nella dissenteria. L’estratto secco delle radici – Radix Scutellariae (Skullcap Radice) ha un contenuto di flavonoidi particolarmente elevato (oltre il 25%), che gli conferisce un colore giallo e dà origine al suo nome tradizionale di radice d’oro. Sono note le attività terapeutiche dovute in particolare ai flavonoidi delle radici i più importanti dei quali sono la baicaleina, baicalina, la wogonina e il wogonoside.
Diverse potenzialità della pianta vengono descritte assieme alle attività degli estratti e dei flavoni delle radici di baicalensis di Scutellaria quali l’azione anti-batterica, anti-virale[1-2], attività anti-infiammatorie[3] assieme alla regolazione dell’immunità. Inoltre, possibili applicazioni delle sue attività terapeutiche nelle malattie neurodegenerative sono oggetto degli studi più recenti[4,5]. L’attività antibatterica dei suoi flavonoidi è particolarmente importante in caso di resistenza batterica agli antibiotici, problema sempre più serio a livello globale.  Ad esempio, la Baicalina ha mostrato una sinergia con antibiotici beta-lattamici nelle resistenze da Staphylococcus aureus. Ricercatori giapponesi e cinesi [6, 7] hanno notato anche le notevoli sinergie tra baicaleina e tetra-cicline e baicaleina e β-lattamici nei confronti di ceppi di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina.

 

BIBLIOGRAFIA

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